Da visitare


CHIESA PARROCCHIALE 

La chiesa parrocchiale, dedicata a S. Giorgio, venne costruita poco prima del 1579 ad una sola navata, utilizzando il materiale di una chiesa esistente in precedenza, mentre l’abside e l’altare furono costruiti in epoca successiva.
Nel corso dell’800 l’edificio subì una radicale trasformazione con l’aggiunta di due navate laterali e con l’innalzamento di quella centrale. In questo nuovo contesto si collocano gli affreschi del pittore cremasco professor Angelo Bacchetta.
Una nuova trasformazione fu operata fra il 1947 e il 1950 con l’aggiunta di un transetto e di un più ampio presbiterio. All’interno, oltre alla celebre pala del pittore G. Battista Lucini , denominata “Madonna della cintura”, esiste anche un buon quadro del pittore Torricelli (sec. XVIII) rappresentante la Madonna, S. Michele e S. Lorenzo.
Sempre all’interno sono visibili alcune modifiche nell’area presbiteriale, effettuate per adeguarla alle norme del Concilio Ecumenico Vaticano II. Bella ed elegante la facciata barocca, mossa da un portale fiancheggiato da due colonne sormontate da un timpano convesso.



 

ORATORIO DI SANTA MARIA DEL PRATO VECCHIO

 E’ già menzionato in un documento del 1141, ma quasi certamente esisteva all’epoca dei Longobardi (568-774) e da sempre molto attivo vi era il culto a San Giorgio, cui oggi è dedicata la chiesa parrocchiale.
Nel 1579 avviene la visita apostolica di Monsignor Castelli e dagli atti successivi risulta che “esisteva (in Chieve) altra chiesa dedicata a S. Maria del Prato Vecchio”, con il presbiterio ad arco ed alcuni affreschi. Viene sottolineato anche il forte stato di abbandono in cui versa la chiesetta.
Nel 1583 Monsignor Regazzoni, visto il permanere dello stato di degrado, ordina la totale demolizione dei resti del pio luogo e l’innalzamento sul luogo di una croce.
Nel 1738, vista l’immutata devozione popolare verso il pio luogo, il Vescovo Calini ed il podestà cremasco Antonio Trevi danno il benestare alla ricostruzione. La custodia del nuovo tempietto venne affidata al reverendo don Antonio Zanelli. Recentemente l’amministrazione comunale ha attivato diversi interventi di ristrutturazione e restauro conservativo. Nell’area attorno all’oratorio è stato realizzato un apprezzabile parco attrezzato.




ORATORIO DI SAN MARTINO VESCOVO

La sua costruzione potrebbe risalire all’epoca dei franchi (774-888), visto che San Martino è il loro patrono nazionale. Le prime notizie (XVI-XVII secolo) tramandano il ricordo di una semplice cappella cui venne aggiunto, in epoca successiva, il piccolo campanile. E’ del 1726 la costruzione della sagrestia, mentre il pronao con il soffitto a crociera venne costruito nel 1743. Pochi anni dopo, nel 1757, venne ampliata l’abside che assunse la forma attuale. All’interno, sopra l’altare, campeggia l’immagine della Vergine, ai lati quelle di San Martino, di San Rocco e di San Firmo.


MONUMENTO AI CADUTI

Con il monumento ai caduti, voluto dalla locale sezione dell’Associazione Combattenti e Reduci e realizzato anche con il contributo dell’Amministrazione Comunale e di diversi cittadini, Chieve ha voluto ricordare i Caduti di tutte le guerre, senza distinzione alcuna. Il monumento, posto al centro del paese, fra la Chiesa e l’Oratorio, e ai cui piedi arde una lampada votiva perpetua, è oggetto di amorevoli attenzioni da parte degli ex combattenti e dei loro familiari.