CURIOSITA’ STORICA – “FINTO PRETE CHE RUBAVA L’ACQUA” Secondo quanto riferisce monsignor Francesco Piantelli nel suo “Folclore Cremasco”, a Chieve si ebbe, subito dopo la morte del prevosto don Belloni, uno strano fenomeno di apparizioni notturne presso il cimitero, al punto che molti abitanti ritennero all’epoca che lo spettro che si aggirava nottetempo nel camposanto fosse quello del prevosto scomparso, a suo tempo oggetto di qualche contestazione e, quindi, portatore di qualche personale amarezza. Racconta, dunque, il Piantelli che in quel cimitero “avvennero apparizioni notturne di uno spettro coperto di veste talare con berretto a tricorno in testa che camminava su e giù presso la cinta del cimitero, in atto di leggere il breviario”.
Lo spettro fu visto per parecchie notti da molti che, atterriti, non osavano avvicinarsi. Parecchio tempo dopo, dice ancora monsignor Piantelli, si ebbe la spiegazione di quel macabro mistero. Si seppe, cioè, che un contadino di Chieve, per poter irrigare a sbaffo e in ore indebite i suoi campi e per impedire che alcuno sapesse o si opponesse, si era servito di quello stratagemma che, occorre dire, funzionò a meraviglia. |
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